Sergio Faccioli è stato uno scalatore dotatissimo e tecnicamente preparato, originale, fuori dagli schemi, che ha arrampicato negli anni 70.
Di lui ricordiamo la leggendaria solitaria alla Carlesso alla Torre di Valgrande, in Civetta, parete su cui ha anche aperto due vie nuove. Insieme alle sue salite, però, sopravvivono soprattutto gli aneddoti, alcuni al limite della leggenda.
Giampaolo Pesce mi racconta di quando il “Biondo mato”, così lo chiamavano, per scommessa salì la via Obliqua a Stallavena con una bici Graziella legata sulla schiena. Sempre sulla Obliqua si dice fosse capace di scenderla arrampicando faccia a valle.
Il Biondo mato aveva anche un passato da canoista. Nella sede storica del Canoa Club, in Dogana, era appeso al muro un relitto di kayak senza più punta né coda: ciò che restava dopo il salto di Sergio giù da una cascata di cui nessuno ha mai precisato il nome.
Oltre agli aneddoti, mi piace ricordarlo con le parole di Flavio Ghio che, ripensando all’anno passato a Verona, mi scrive di Sergio Faccioli come di un precursore del futuro che sarebbe arrivato.
“Sergio Faccioli, ‘Biondo mato’, fu quell’ambiente a regalargli quel nome. Un ambiente che sentiva le cose prima che accadessero e s’inventava un soprannome che suona già racconto.
‘Biondo mato’ rappresenta una libertà che non ha ripari. Inquieto, errante, senza casa, senza pace perché la cerca dove non c’è. Non ci sono luoghi privilegiati, Dolomiti o Alpi: è dappertutto sui monti del mondo. Non si fissa su niente, volendo sperimentare tutto. Questo lo rende quasi irraccontabile.
È come la tartaruga di Achille, sempre un po’ più avanti. Per raccontarlo dovremmo inventarci un passaggio al limite oltre il formalismo matematico.
Non era già Nuovo Mattino, non era già scala aperta dei gradi? La vita di Biondo Mato è un asintoto.
Il suo alpinismo, senza definizione, luogo di libertà, una libertà pari all’argento vivo, con brillantezza di metallo e liquidità di fluido. È stato epigone di se stesso.
Ora non c’è più. Solo in questo è stato come gli altri.”
Sergio Faccioli è morto durante un’immersione subacquea sul Lago di Garda.
